Nonostante in alcuni momenti la vita ci costringa all’angolo, possiamo sempre scegliere come reagire alle avversità. Ad alcuni il dolore e la sofferenza fanno emergere il peggio del proprio essere, mentre in altri, le condizioni avverse, sono l’occasione per far uscire il meglio di sé. 

Anni fa lessi “L’uomo in cerca di senso”, un libro che ha completamente trasformato la mia visione della vita e dell’esistenza tutta. In questo breve articolo cercherò di riassumere l’esperienza, il pensiero e il prezioso messaggio di Viktor Frankl, autore e psichiatra. 

Questa, è la sua storia.

Un plumbeo mattino del novembre 1942 lo psichiatra Viktor Frankl venne arrestato dai nazisti e deportato nel campo di concentramento di Theresiendstad nella città di Praga; con lui i genitori, il fratello, e la moglie Tilly. 

Nei tre anni successivi fu trasferito prima ad Auschwitz, poi a Turkheim.

Nonostante le malattie infettive negli anni di prigionia, tra cui il tifo e la petecchiale, Frankl sopravvisse. Non ebbero egual sorte i suoi familiari: nessuno di loro tornò dai campi di concentramento.

Frankl non si lasciò sopraffare dalla disperazione, decise invece di ricostruire il manoscritto a cui stava lavorando prima che i nazisti lo scoprissero e lo distruggessero. 

La possibilità di sopravvivere era a dir poco remota e quella di completare e pubblicare l’opera, impossibile. Tuttavia, prese la decisione di tentare aggrappandosi alla speranza.

“Logopedia e analisi esistenziale” fu scritto su pezzi di carta racimolati e con i mozziconi di matite trovati nei rifiuti delle guardie. In quelle condizioni tutto sembrava a suo sfavore, eppure Frankl riuscì a vedere le possibilità più che gli impedimenti e con determinazione completò l’opera. 

Il manoscritto vergato su quei pezzi di carta stropicciata, avrebbe in futuro rivoluzionato lo studio della natura umana.

Durante gli anni di prigionia, Frankl ebbe conferma di una teoria che aveva sviluppato già all’età di sedici anni: le persone che riescono a dare un senso alla propria esistenza credono di avere una missione da compiere, sono libere di scegliere le proprie reazioni anche davanti ai brutali accadimenti della vita: esse riescono prosperare in qualunque circostanza. Inoltre, per quanto disperate possano diventare le loro condizioni, rimangono fortemente attaccate alle proprie convinzioni. 

Oltre alle sue competenze e abilità, fu proprio l’esperienza dei campi di concentramento a dare valore e validità alla sua teoria.

Viktor Frankl scelse di considerare l’orribile prigionia come situazione da sfruttare a proprio vantaggio. Successivamente scrisse della meraviglia di fronte al fatto che una persona potesse essere privata di tutto, ma mai della capacità di scegliere come rispondere alle circostanze.

Egli era riuscito a creare uno spazio magico derivante dalla capacità di perseguire uno scopo, nonostante il dolore, nonostante le perdite. Su questi, aveva vinto per sempre la speranza di un futuro migliore.

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