Avete mai sentito parlare della Bibliomanzia?

La Bibliomanzia è un metodo di divinazione per mezzo di libri; si tratta di estrarre a caso una frase da interpretare come responso a una domanda che porgiamo a noi stessi. Tutto ciò che occorre è un libro.

Nello zaino porto sempre con me almeno quattro libri: due sono quelli che sto leggendo, gli altri due li scelgo tra quelli della mia libreria ogni mattina. Di solito tornano sugli scaffali la sera stessa per lasciare il posto ad altri due il giorno seguente. È un rituale a cui non rinuncio mai. Uscire senza libri mi fa sentire mancante, orfano di qualcosa. Oltre a questo, quei due sono i volumi che scelgo di consultare davanti a un problema o a una semplice decisione che devo prendere durante la giornata.

Vi racconto una storia:

Un giorno di tre anni fa viaggiavo in autostrada. L’asfalto nero scorreva sotto i miei occhi come la pellicola di un film. Rimuginavo su un problema di lavoro, cercavo di capire andando a snocciolare tutte le cause che lo avevano generato: le eventuali responsabilità da prendermi e quelle da addossare a qualcun altro.

Immerso nei pensieri rischiai di saltare l’area di sosta per fare rifornimento, avevo completamente il perso il senso della realtà al punto di non sapere dove ero.

Guardai l’orologio rendendomi conto solo in quel momento che viaggiavo da tre ore. Prima di fare gasolio presi un caffè e diedi un’occhiata alla libreria improvvisata su un tavolo, tipica degli autogrill: ne presi uno, aprendolo in una pagina a caso. Lessi:

” L’idea che ti spantani riflettendo, non mi ha mai convinto. Secondo me ci si spantana con un colpo d’ala, con un gesto azzardato che non sai a dove ti porterà, e su cui al limite pensi dopo, davanti alle conseguenze che ha prodotto, non prima. Il punto non è conoscere il problema, è uscirne. È come sapere tutto sui muri che ti circondano: non è che se li misuri vieni fuori di lì.”

Non ricordo chiaramente il titolo né l’autore di quel libro, forse di Gianrico Carofiglio, oppure di Lorenzo Licalzi, ma non sono sicuro. In quella pagina trovai la risposta al problema che mi affliggeva dall’inizio del viaggio; sì, avevo bisogno di andare oltre, di concentrarmi sulla soluzione e smettere di perdere tempo ad analizzare le responsabilità.

Uscii dall’autogrill più leggero, pronto a uscire dalle acque melmose. Da quel giorno non ho più smesso di praticare la bibliomanzia.

Se nella vita avessi dedicato il tempo alla soluzione dei problemi invece di esplorare minuziosamente ogni segmento delle cause da cui prendono origine, forse avrei risparmiato tempo da impiegare a godermi la vita.

A volte è necessario uscire dall’angolo al più presto per avere una nuova prospettiva, per concentrarsi, ad avvenimento ormai accaduto, sulle eventuali soluzioni. Rimanendo nelle osservazioni rischiamo di affogare nel pantano. Certo è, che l’analisi rimane importante per non replicare le cause che lo hanno generato, ma non prima di un colpo d’ali.

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